La recensione di Joker, il nuovo film di Warner Bros dedicato al nemico più famoso di Batman

Joker: la recensione senza spoiler

Ecco com’è il nuovo film della Warner Bros sulla nemesi di Batman

Il film su Joker di Todd Phillips è una delle rivelazioni cinematografiche di questo 2019, non solo perché ha vinto il Leone d’oro alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ma anche perché ha stupito tutti quelli che si aspettavano “solo un cinecomic”.

Questo non è il classico film tratto da un fumetto, con azione e battutine che devono intrattenere lo spettatore. Questo film ha un’anima diversa: qui si scava a fondo nella psicologia di una figura iconica, ovvero il Joker nemico di Batman, dandogli anche un contesto realistico in cui muoversi. Niente magia, niente superpoteri, niente trovare surreali: solo tanto degrado umano e sociale.

Questo film ha reso un personaggio “per pochi” degno dell’attenzione di tutti, ecco il grande merito di quest’opera: rendere attuale e apprezzabile da tutti la materia del fumetto e dei film d’animazione. Chi cerca solo esplosioni e botte da orbi rimarrà deluso, perché questo film offre molto, ma molto di più allo spettatore.

E quindi com’è questo film su Joker? Probabilmente lo avrete già capito: un capolavoro! È quello che in inglese si definisce game-changer, perché rivoluziona l’approccio a film tratti da fumetti.

Da oggi in poi non ci sarà più solo il la trilogia di Nolan su Batman a tenere alto il livello, ma anche l’ultima opera di Phillips, che ha stabilito un nuovo standard.

Un confronto non facile con i cinecomic e i film d’animazione

C’è da dire però che Joker non è diventato un personaggio cult solo grazie ai fumetti o ai film in live-action dedicati al Cavaliere Oscuro, perché anche il mondo dell’animazione ha contribuito a renderlo un’icona pop.

Nelle grosse produzioni Hollywoodiane sono poche le rappresentazioni del personaggio: ci sono solo la versione anarchica di Heath Ledger e quella molto più folle e giullaresca di Jack Nicholson, che fanno ormai parte della storia del cinema – il Joker di Jared Leto, purtroppo, non è pervenuto a causa di scelte registiche che ne hanno diminuito il minutaggio, dunque non è paragonabile agli altri.

Anche la tv ha dato il suo piccolo contributo, in particolare con la serie su Batman degli anni 60′ e Gotham, ma rimane pur sempre qualcosa di marginale, che non rivoluziona o rappresenta il personaggio da nuovi punti di vista.

Se invece approfondiamo la storia di Joker nel mondo dell’animazione, si apre davvero una voragine! Ad esempio Tutti conosco l’iconico cattivo del DC Animated Universe (DCAU), famosissimo per le sue apparizioni in Batman: The Animated Series (cartone animato andato in onda in Italia negli anni 90′, con il semplice nome di Batman).

Questa versione della nemesi di Batman è perfettamente bilanciata: le trovate da criminale incallito, si alternano a delle azioni molto più grottesche e surreali, inoltre Joker si accompagna ad Harley Quinn, una sua aiutante creata per la serie, con la quale ha una storia d’amore disfunzionale.

L’imprevedibilità e l’ironia sono diventati il suo marchio di fabbrica, inoltre Mark Hamill, il doppiatore originale, ha saputo caratterizzarlo alla perfezione, tanto che da molti è considerato “il Joker per eccellenza”, quello con cui confrontare tutte le altre interpretazioni (animate e non solo).

Ci sono altre apparizioni di questo personaggio nel mondo animato, molte degne di nota: l’amante geloso in Lego Batman, il villain scimmiesco e brutale della serie The Batman, il cattivo lucidamente folle di Batman: Under the Red Hood, etc…

Ma l’ultima versione degna di nota è quella comparsa in The Killing Joke, lungometraggio animato non troppo apprezzato dai fan, ma che in compenso ha mostrato un Joker crudele e caotico, a cui ha dato voce… il grandissimo Mark Hamill – tanto per cambiare!

Dopo decenni di film dedicati al personaggio, dunque, cos’altro potevano aggiungere Todd Philips e Joaquin Phoenix? E qui sta tutto il genio dei veri artefici del successo di questo film: sono riusciti ad andare ancora oltre lo stereotipo.

L’approccio realistico al personaggio di Joker

C’è da dire una cosa importantissima: complimenti a Warner Bros per aver avuto il coraggio di osare, non solo per la scelta del regista, ma anche per la libertà concessagli nel trattare la materia del film. La casa di produzione non ha fatto pressioni per inserire delle trovate commerciali, oppure per adeguare il prodotto ai gusti del pubblico: qui è il vero cinema al centro del progetto.

Il risultato è un film drammatico che ha come protagonista Arthur Fleck, un uomo affetto da dei problemi mentali, che vive in una società sempre più violenta. Già nel trailer il protagonista si domanda se questo riguardi solo lui “o stanno tutti impazzendo”, eppure la risposta non è così scontata come potreste pensare.

Joker non è mai un film banale per tutta la sua durata, inoltre ci mette di fronte alla Gotham City degli anni 70’ che ricorda per certi versi la società attuale, e non in modo positivo purtroppo. Quello che fornisce spessore al lungometraggio non è solo la sublime interpretazione di Joaquin Phoenix – che meriterebbe l’Oscar –, ma proprio il contesto in cui la trama si svolge.

Senza supereroi e deus ex machina, sono proprio le persone al centro delle vicende, rappresentati due schieramenti contrapposti: le élites che governano la città e la gente comune costretta a vivere nel degrado.

Se pensate che Joker parli solo di Joker vi state sbagliando di grosso, perché il regista ha voluto ritrarre anche uno spaccato della società, soffermando il suo – e di conseguenza il nostro – sguardo sull’ingiustizia, sulle disparità sociali e sulla decadenza di una città allo sbando.

“Il sonno della ragione genera mostri”, o dei clown molto particolari in questo caso. Senza la società in cui vive questo personaggio non avrebbe senso di esistere, per questo si sofferma molto sulle relazioni e il mondo in cui vive Arthur.

Si potrebbe persino dire che questo Joker di Philips possa nascondere un messaggio politico e sociale molto attuale, ma non sta a noi svelarvi quale: andatelo a vedere e scopritelo voi stessi.

Dopo il film, forse, guarderete ai fumetti con un occhio sicuramente diverso.

Autore dell'articolo: Alessio Scalzo

Alessio Scalzo
Redattore – «Human beings are strong because we have the ability to change ourselves.» (One-Punch Man) – Laureato in Lettere presso l'Università Cattolica di Milano, vive seguendo le sue passioni: la scrittura e la lettura. Per la verità sono diventate anche il suo mestiere, dato che fa il copywriter e il content editor. È anche parecchio nerd!