I migliori 5 anime che non derivano da manga o videogame

Dietro un grande anime c’è sempre un grande manga o videogame? La risposta è NO!

Quando pensiamo agli anime diamo sempre per scontato che siano l’adattamento di qualcosa, un po’ come Dragon Ball e Sailor Moon che sono tratti da dei manga. Ma è davvero sempre così? In realtà no, perché molte serie d’animazione sono sono state create da zero, senza alcun materiale originale a cui attingere. Alcune di queste sono anche dei capolavori, che hanno segnato la nostra cultura, la nostra infanzia o il nostro immaginario collettivo.

Volete dunque sapere quali sono i migliori 5 anime che non derivano da alcun manga? Continuate a leggere la nostra classifica e lo scoprirete, cari Mellowers!

 

5 – Sfondamento dei cieli Gurren Lagann (Tengen toppa Gurren Ragann)

I migliori 5 anime che non derivano da manga o videogame
Tengen Toppa Gurren Lagann in tutto il suo splendore!

In un futuro distopico l’umanità è costretta vivere sotto la superficie terreste, in villaggi sotterranei completamente isolati dalla superficie. Simon è uno scavatore, ruolo molto importante in questo mondo, e vive in una comunità con Kamina, un ragazzo più grande orfano come lui.

L’equilibrio iniziale si spezza quando Simon trova un robottone nel terreno, un evento provvidenziale perché il protagonista lo utilizzerà sin da subito per difendere il proprio villaggio, minacciato dall’attacco di un mecha nemico venuto dalla superficie e guidato dagli uomini-bestia, la razza che adesso domina la Terra.

Dopo questi eventi, Simon decide di lasciare casa e partire all’avventura, in compagnia di Kamina e Yoko, una ragazza amica loro.

Creata dallo Studio Gainax, questa serie di successo ha generato molti spin-off, in forma di manga e videogiochi. La animazioni, l’azione e il pathos hanno reso Sfondamento dei cieli Gurren Lagann un punto fermo della comunità degli otaku e degli appassionati di anime per anni. Incredibile pensare che non derivi da nessun fumetto o libro!

 

4 – Mobile Suite Gundam

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Forse uno dei mecha più famosi di tutti i tempi: il Gundam RX-78-2.

Altro giro, altra corsa! Anche in questo caso parliamo di mecha, il genere di anime/manga dove i robottoni la fanno da padrone.

Il protagonista di Mobile Suite Gundam è Amuro Ray, un adolescente che vive nelle colonie spaziali, che si trova per caso alla guida della più grande arma delle colonie contro il Principato di Zeon: si tratta di un Gundam, un gigantesco robot così potente alterare gli equilibri dell’intera guerra.

Le tematiche toccate nelle serie sono varie e di spessore: si parla di morale, di libertà, di amicizia, di onore ma soprattutto di guerra sotto vari punti vista, cercando di capire cosa sia lecito o no in certe situazioni, di quanto la lotta sia futile e crudele a volte, ma anche di pacifismo.

Siamo di fronte a uno degli anime più importanti mai realizzati, non tanto per la trama, che può piacere o no, ma per l’impatto mostruoso che ha avuto nella cultura nipponica per decenni.

Dall’opera originale, creata da Yoshiyuki Tomino, sono stati tratti numerosi spin-off, tra cui vari manga, videogiochi e anime.

 

3 – Paranoia Agent

Paranoia Agent non è un anime semplice da spiegare – chi lo ha visto sa di cosa stiamo parlando! Premessa: nasce da un mix di idee e visioni che Satoshi Kon, grandissimo regista di anime ormai scomparso, ha avuto mentre lavorava ad altri film precedenti, come Perfect Blue e Millennium Actress.

Qual è il risultato dei suoi trip mentali? Una serie antologica bellissima e a tratti disturbante, la cui trama ruota intorno alle aggressioni operate dal misterioso Shonen Bat, che a detta dei testimoni sembra essere un ragazzino che va in giro su dei pattini, brandendo una mazza da baseball deformata.

Satoshi Kon purtroppo non è più tra noi, ma questa sua opera è ancora vibrante di vita, inquietudine e passione: tutto, dalle ambientazioni ai personaggi, è verosimile e malinconicamente coinvolgente. Se non l’avete ancora vista, correte subito a recuperala!

 

2 – Neon Genesis Evangelion

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I tormentati protagonisti dell’anime cult di Hideaki Anno.

Shinji Ikari, contro la sua volontà, è costretto a pilotare l’Eva-01 – un megarobottone umanoide – per salvare la Terra dagli attacchi degli Angeli, esseri spaziali quasi indistruttibili. Inizia così Neon Genesis Evangelion, un’opera destinata a segnare un’epoca.

Per alcuni è “solo” un capolavoro dello Studio Gainax, per altri è tra i più grandi anime di tutti i tempi – sicuramente è il più controverso – che ha profondamente influenzato il genere mecha e non solo, in grado di affrontare temi importanti: la comunicazione interpersonale, la sessualità, il concetto di individuo, la depressione e molto altro ancora.

Qualcuno tra voi forse avrà letto il manga, e prima che possa a digitare infuriato “ma qui non si stava parlando SOLO di anime originali?!?!??”, ecco una precisazione: la versione cartacea di Evangelion è iniziata in contemporanea con quella televisiva, quindi partono entrambe dallo stesso soggetto. La serie animata dunque non è tratta dal fumetto, né si può dire il contrario.

C’è però un dettaglio, che rende l’anime l’opera prima e principale, in senso temporale e non solo: è terminato 20 anni prima rispetto al manga, che invece è stato realizzato solo da Yoshiyuki Sadamoto, il character designer dei personaggi della serie animata. L’autore ha voluto dare un’interpretazione alternativa alle vicende della serie, dando molto più peso al rapporto tra Shinji e la madre, modificando la trama originale in parecchi punti.

L’anime dunque non ha un fumetto o un videogioco a cui si ispira, ma è tutta farina del sacco di Hideaki Anno, il vero creatore, che, nonostante avesse un piano di produzione ben preciso, continuava a cambiare le carte in tavola, per stravolgere e arricchire la serie durante la realizzazione stessa – un po’ a causa degli ascolti, un po’ per il budget, un po’ perché si tratta di un genio pazzoide. Fortunato nell’improvvisazione o artista perennemente inquieto? Sicuramente dis-tur-ba-to!

 

1 – Cowboy Bebop

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L’intera combriccola che affolla l’astronave Bebop.

Quando si parla dei migliori anime che non derivano da manga o videogame, non si può non citare Cowboy Bebop e il suo immortale protagonista, Spike Spiegel, che fa uno di quei “bei mestieri” che ai giorni nostri stanno scomparendo: il cacciatore di taglie!

In un futuro molto lontano, in cui la Luna è addirittura esplosa, vaga per il sistema solare in compagnia del fidato Jet a bordo del Bebop, un’astronave che può compiere viaggi interplanetari. La sua occupazione è quella di catturare ricercati i più pericolosi per guadagnare soldi facili. Durante le sue peripezie si uniranno altri personaggi unici alla sua ciurma, ognuno con una sua storia di origine particolare.

Tra gli appassionati di anime spesso viene considerato il più bello mai realizzato, al pari di Neon Genesis Evangelion. Per noi è il primo in assoluto perché fonde alla perfezione storia, personaggi e una colonna sonora indimenticabile, inoltre a distanza di 20 anni è ancora godibilissimo. Se lo vedete oggi per la prima volta (o anche per la seconda o la terza), noterete che Cowboy Bebop è invecchiato benissimo!

Molti restano sorpresi quando lo scoprono, ma anche questo anime non ha del materiale di partenza, anche se esiste un manga che è basato sulla serie ed è stato pubblicato successivamente.

Shinichiro Watanabe, ovvero l’autore della serie d’animazione, l’ha concepita per essere un unicum nel panorama televisivo dell’epoca, un mix tra fantascienza, western e altri generi difficile da replicare (forse solo come la trilogia originale di Star Wars ha saputo fare).

Il punto di forza di Cowboy Bebop è che è un’esperienza audiovisiva strepitosa e irripetibile, inoltre i suoi personaggi sono incredibilmente umani e profondi, pieni di sfaccettature. Forse è per questo che dopo tutti questi anni sono ancora attuali e così affascinanti.