La Bella e la Bestia. Ecco i libri citati nel film

Si tratta forse della principessa Disney più secchiona di tutte. Solitaria, introversa e soprattutto grande amante dei libri. Parliamo di Belle naturalmente, protagonista del trentesimo classico Disney, splendidamente reintrepretata per il grande schermo da Emma Watson nel recente live action firmato Bill Condon.
Ma cosa legge la bella protagonista del film record di incassi?


Nel cartone animato del 1991 Belle prendeva in prestito dal libraio del paese il suo volume preferito e passeggiava per la città leggendolo. Non si trattava d’altro che della fiaba originale di Cenerentola, quella in cui la giovane fanciulla incontrava il principe azzurro nel bosco ma ne ignorava l’identità. Infatti, anche se il titolo del libro non viene mai esplicitato, la canzone cantata recitava «Io sto sognando, è il momento che amo più perché lei si sta innamorando e tra poco scoprirà che lui è il suo re…». La sequenza in questione si è mantenuta anche nel live action, tuttavia sarà stato più complicato riconoscerla per gli spettatori italiani, dal momento che parte del testo della canzone è stato modificato per problemi di doppiaggio.


Ma non è solo di questo libro che si parla nel nuovo film. Se l’atmosfera del cartone animato era, infatti, quella generica di una fiaba disneyana, il film di Condon è molto più attento ai dettagli e alla ricostruzione del contesto storico della storia originale di Jeanne Marie Leprince de Beaumont.

Immersa nella Francia rurale del ‘700 Belle è un’atipica ragazza di provincia che sa leggere e ama Shakespeare. La Bestia è invece un giovin signore di pariniana memoria che ha avuto un’istruzione costosa e possiede un’enorme libreria in stile neoclassico colma di libri, anche in greco. Come d’uso comune per la classe aristocratica del tempo, la lettura è per loro occasione di svago e conoscenza.


Sono quattro, in particolare, le opere di cui si parla nel film: Romeo e Giulietta, che Belle dice essere la sua opera di Shakespeare preferita. Ginevra e l’Ancillotto, lettura con cui si intrattiene la Bestia. E altri due volumi di cui non si cita il titolo. Di cosa si tratta? È presto detto.

I versi che Belle recita al capezzale della Bestia dopo l’attacco dei lupi sono ancora una volta di Shakespeare, e appartengono a Sogno di una notte di mezza estate. Non è un caso, tra l’altro, che il tema del frammento citato sia appunto l’amore e la sua capacità di dare valore anche a ciò che appare brutto: «A cosa bassa e vile può l’Amore dare di bella e nobile il valore. In lui non vedon gli occhi ma l’istinto: ond’esso con la benda vien dipinto».
Il libro invece che Belle legge ad alta voce passeggiando con la Bestia nel giardino innevato è una raccolta di poesie del poeta scozzese William Sharp. I versi che recita appartengono alla poesia A Crystal Forest: «L’aria è blu, pungente e fredda, avvolta in un gelido fodero tetro. Ogni ramo, ramoscello o filo d’erba sembra miracolosamente vetro». Ma qui si potrebbe forse parlare di anacronismo, essendo Sharp un autore della seconda metà dell’800.