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Fate Stay Night: la recensione del nuovo film al cinema

Nato dalla fantasia di Kinoko Nasu, e con le illustrazioni di Takashi Takeuchi, l’universo di Fate/stay night prende avvio nel 2004 sotto forma di “visual novel”, una sorta di videogioco interattivo in cui il personaggio protagonista, con le sue scelte, può influenzare la trama del gioco. 

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A seconda delle scelte fatte dal giocatore durante la partita i principali “scenari” che si potevano delineare nella visual novel di Fate Stay Night erano 3: 

  • Fate con protagonista femminile Saber
  • Unlimited Blade Works con protagonista femminile Rin Tōsaka
  • Heaven’s Feel con protagonista femminile Sakura Matō

La serie è stata seguita, nel 2006, da un adattamento manga e dalla produzione di un anime (distribuito in Italia da Dynit che trovate sulla piattaforma VVVVID).

Quest’anno, invece, è uscito nei cinema giapponesi il primo episodio di una trilogia cinematografica basata sugli avvenimenti narrati nella terza route della novel originale: Fate/Stay Night: Heaven’s Feel, I. PRESAGE FLOWER che uscirà nei cinema italiani il 13 e il 14 febbraio, distribuito da Nexo Digital.

Protagonista del film è una ormai decennale guerra tra maghi potentissimi, tutti impegnati nell’ottenere il Santo Graal, reliquia in grado di conferire illimitati poteri al mago che riesce a entrarne in possesso. Shirou Emiya è un ragazzo apparentemente normale; rimasto orfano da piccolo a causa di un grande incendio sviluppatosi nella sua città, è stato adottato da Kiritsugu Emiya, un potente mago che lo ha iniziato alle arti magiche. Venuto a mancare anche suo il padre adottivo, Emiya trascorre le sue giornate nella grande casa avuta in eredità, in compagnia della compagna di scuola Sakura e della professoressa Fujimura, insegnante nel suo liceo e amica di famiglia di Kiritsugu.

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Ma la Guerra del Santo Graal arriva a sconvolgere la serena quotidianità di Emiya che, infine, spinto dal desiderio di concludere questa carneficina che miete vittime anche tra i civili, accetta di scendere in campo in prima persona. Accanto a lui come suo “servant” (spirito guerriero al servizio dei maghi) c’è la fortissima Saber, una giovane donna dai capelli biondi armata di una misteriosa spada invisibile.

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Il film è un meraviglioso adattamento per il grande schermo delle vicende che hanno appassionato milioni di spettatori in Giappone (dove il lungometraggio ha incassato nei primi due giorni di proiezione 413 milioni di yen, il corrispondente di circa 3.1 milioni di euro).

La regia di Tomonori Sudō punta a un prodotto di qualità, più vicino allo stile dei recenti lungometraggi d’animazione giapponese di successo che alla serie anime, e su questa strada si inserisce anche la resa grafica dei personaggi a opera di Takashi Takeuchi. Un vero e proprio tributo all’universo Fate che non trova però il modo di raccontarsi con chiarezza anche ai non appassionati.

Autore dell'articolo: Jess

Jess
DIRETTRICE – «Around here, however, we don’t look backwards for very long. We keep moving forward, opening up new doors and doing new things, because we’re curious… and curiosity keeps leading us down new paths». (Walt Disney) – Laureata in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano, ama le storie più di ogni altra cosa. Si occupa di letteratura, editoria e cinema d’animazione. Tra i suoi film preferiti “Coraline” e “Meet the Robinsons”.