Aladdin | Recensione in anteprima

Arriva al cinema un nuovo live action Disney, Aladdin, e come sempre riaffiorano le solite domande: “il film sarà all’altezza delle aspettative? La trama sarà rispettata? Che ne sarà delle canzoni e dei personaggi?”sentiamo già l’ansia crescere in voi.

In tutti questi riadattamenti cinematografici, alcuni cambiamenti sono stati fatti, e naturalmente certi sono risultati più riusciti di altri. Il segreto per riportare al cinema un classico sta proprio nel riuscire a effettuare alcuni cambiamenti che rendano la storia nuova e ancora “da scoprire”, senza andare a stravolgerne l’anima. Sembra che la Disney stia puntando a questo nel live action di Aladdin: abbiamo alcune variazioni, alcune prese di posizione sulla storia di certi personaggi, ma nulla che sia in conflitto con la trama originale del film o che vada a togliere spazio agli elementi principali del cartone animato.

Innanzitutto calmiamo gli animi: le canzoni sono state riadattate molto bene in italiano, con minime variazioni (indispensabili per far combaciare il labiale). Le coreografie dei pezzi più celebri (Un amico come me, Il Principe Ali) sono sensazionali, e abbiamo anche alcuni pezzi nuovi che verranno cantati dai personaggi in momenti focali della trama. Alcune coreografie invece non convincono, esagerando con la danza e le acrobazie e risultando troppo costruite.

La scelta degli attori, che è stata da molti criticata, ha riservato delle sorprese: in particolare Naomi Scott, nel ruolo della principessa Jasmine, ha stupito con un’interpretazione incredibile. È noto ormai che la protagonista non si limita nel live action al ruolo che aveva nel film animato, ma è mossa dal desiderio di avere parte attiva nel governo del suo regno e di migliorare la vita del suo popolo. Non era un compito semplice per l’attrice, perché si sa che i cambiamenti nei personaggi non sono quasi mai apprezzati: ma la Scott è riuscita a rendere il personaggio credibile, coinvolgendo il pubblico nella sua lotta.

Anche Mena Massoud nel ruolo di Aladdin ha regalato un bel personaggio, per quanto non abbastanza brillante da poter competere con la versione animata.

Il film stupisce molto anche per l’ironia: le scene comiche (parecchie) sono veramente riuscite, grazie al talento di Will Smith e ad alcune spalle comiche come la buffa servitrice di Jasmine, Dalia.

Insomma, questo nuovo adattamento ha qualche pecca, ma è un film che intrattiene, e riesce in alcuni casi a commuovere sia con scene celebri che con nuove aggiunte. Si tratta di un buon adattamento del classico, riadattato ai tempi e ai gusti di oggi: era inevitabile del resto, per un film con temi così attuali come quelli di Aladdin.

Autore dell'articolo: Dory

Dory
COFONDATRICE e ART DIRECTOR – «Chiunque può cucinare» (Ratatouille) – Laureata in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano, animatrice e modellatrice 3D. Si interessa di animazione in tutte le sue forme, dalla stop-motion all'animazione tradizionale alla CGI.